Inizio che non so bene che scrivere. In realtà qualche mezza idea ce l’avrei, ma non saprei costruirci sopra più di una frase, quindi temporeggio, confidando nel fatto che abbandonandomi a un semi flusso di coscienza qualcosa di buono ci tiro fuori.
Potrei iniziare descrivendo la cucina dove ora mi trovo. È un classico iniziare così un flusso di coscienza. Ecco, metto le mani avanti per proteggermi dalle accuse di banalità. D’altronde sono senza idee sostanziose, e per un diabolico meccanismo di cui voi lettori siete gli ingranaggi sono costretto a scrivere qualcosa: se voglio che la gente visiti spesso questo blog devo mantenere una certa frequenza nelle pubblicazioni, ed è così che la qualità si abbassa. È colpa vostra!
La stanza è abbastanza piccola e inspiegabilmente alta, così a occhio quattro metri. Gli unici elementi positivi che contiene sono delle palline da giocoliere e una tazza dove ho bevuto il tè appoggiata al tavolo. Ci sono disegnati degli abeti di natale senza tronco e con un solo occhio che ballano felici. Ho guardato meglio: hanno sì un solo occhio, ma dentro ci sono due pupille, quindi non sono poi così strani.
Naturalmente è un flusso di coscienza molto tarocco, non scrivo mica tutto quello che penso, e poi mi fermo spesso ad ascoltare la musica che sta suonando sul computer. Il resto della stanza non è interessante.
Spicca per bruttezza il calendario, che raffigura ogni mese dei bambini nell’età in cui la nudità non suscita ancora problemi etici, posti in situazioni che nell’intento del fotografo dovrebbero essere tenere e simpatiche. Ad esempio per il mese di giugno ci sono tre bambini nudi e di schiena seduti su un muretto finto, che spunta tra erba e fiori di plastica, il tutto davanti a un intenso sfondo giallo. Indossano berretti fatti con un foglio di giornale e hanno le orecchie a punta (ritoccate a computer come tutto il resto), tant’è che sembrano folletti flaccidi. Sotto alla foto c’è scritto “siam tre piccoli porcellin…”. Ah. ah. ah.
So che queste descrizioni mancano di particolari crudi o schifosi (i più interessanti) è che la mia cucina purtroppo è estremamente normale! Il massimo disagio è offerto dal sacco della spazzatura, che reclama il diritto a essere cambiato emanando un fetido odore di cibo putrescente. Ma d’altra parte Shiny Istat segnala che il lettore medio di questo blog puzza.
Qualcuno avrà smesso di leggere da un pezzo, giustamente, ma per te che sei arrivato fin qui viene la parte con un minimo di contenuto: sebbene come accennato agli albori il tema centrale del blog sia “cravatte”, mi prenderò la libertà di parlare di occhiali da sole.
Trovo che gli occhiali possano essere un utile strumento per accrescere l'autorità e il carisma, prima ancora che per ripararsi dalla luce. Chi non è d'accordo sul fatto che chiunque con il giusto paio di occhiali può sembrare figo? E un viso con gli occhiali (da sole) è o non è più autorevole dello stesso viso senza? Un po’ come un mantello dell’invisibilità ci coprono gli occhi vestendo la nudità dei nostri sentimenti e camuffandoli con uno sguardo duro e inespressivo. Protetti dalle lenti oscuranti abbiamo la possibilità di scandagliare gli sguardi altrui in tranquillità, senza apparire indiscreti. Ci sono anche degli svantaggi però! Conferiscono al viso, tra le altre cose, un aria vagamente elitaria e sprezzante, e quando parlo con qualcuno che li porta mi sento un po’ a disagio proprio per i motivi che sopra ho elencato come vantaggi.
12 giugno 2010
5 giugno 2010
In bocca al lupo!
- Sai, ho un esame domani.
- Ah, in bocca al lupo!
- Crepi!
Perchè c'è questa insana abitudine di augurare agli altri di finire in pasto a un lupo? O è soltanto un pretesto per far dire all'altro "crepi!" e in questo modo compiere un sacrificio simbolico per la buona riuscita di qualcosa?
Avrebbe più senso rispondere "evviva il lupo!!!", così da guadagnarsi la sua amicizia e il suo aiuto (il lupo, si sa, è un noto animale gregario). Augurandogli la morte invece come minimo ve lo inimicate, e all'esame col cazzo che vi aiuta.
- Ah, in bocca al lupo!
- Crepi!
Perchè c'è questa insana abitudine di augurare agli altri di finire in pasto a un lupo? O è soltanto un pretesto per far dire all'altro "crepi!" e in questo modo compiere un sacrificio simbolico per la buona riuscita di qualcosa?
Avrebbe più senso rispondere "evviva il lupo!!!", così da guadagnarsi la sua amicizia e il suo aiuto (il lupo, si sa, è un noto animale gregario). Augurandogli la morte invece come minimo ve lo inimicate, e all'esame col cazzo che vi aiuta.
1 giugno 2010
Ghost Ship, USA, 2003 - Steve Beck
Abbiamo visto tutti cos'è successo. Magari qualcuno ha anche letto qualcosa. Tra quello che ho letto io, questo era interessante:
29 maggio 2010
Morte Danzante Sul Tagadà

Immaginatevi la Morte, uno scheletro con la falce, che balla sul tagadà al ritmo di qualcosa tipo "MIA NONNA E' UN'ASTRONAUTA, NA NA! NA NA!".
Mi sembrava un'idea simpatica, purtroppo era ben aldilà delle mie capacità artistiche, così ho usato gli acquarelli!
La mia abilità nel disegno non si è sviluppata molto da quando avevo 6 anni, però devo dire che per quanto male una persona possa disegnare, se usa gli acquarelli, il risultato sarà comunque almeno carino!
Mi sembrava un'idea simpatica, purtroppo era ben aldilà delle mie capacità artistiche, così ho usato gli acquarelli!
La mia abilità nel disegno non si è sviluppata molto da quando avevo 6 anni, però devo dire che per quanto male una persona possa disegnare, se usa gli acquarelli, il risultato sarà comunque almeno carino!
28 maggio 2010
Biiiiip Biiiiip Biiiiip...Snooze?
Scrive l'Economist:
“Nel giro di pochi giorni si è passati da uno spensierato diniego al vero e proprio allarmismo. Nell’ultimo anno Silvio Berlusconi ha sempre affermato che l’economia italiana non è stata troppo colpita dalla crisi economica globale (anche se il pil italiano nel 2009 è calato più di quello francese, britannico e spagnolo). Grazie alle sue doti di venditore, gli italiani gli hanno creduto. Ancora più impressionante è il fatto che anche i mercati finanziari hanno creduto alle rassicurazioni del governo di Roma. Quindi, l’annuncio di Gianni Letta che l’Italia dovrà affrontare dei grandi sacrifici per non seguire il destino della Grecia dev’essere stato uno shock per molte persone"
Qui c'è l'articolo originale. Anche i commenti sono interessanti.
Bello, no?
23 maggio 2010
Perchè i Bloc Party sono geniali e questo album è di 5 anni fa.
Quest'altro ve lo linko qui perchè non me lo lascia embeddare. Gran bel video.
15 maggio 2010
Hume
Quando a scuola mi spiegarono la filosofia di David Hume ne restai particolarmente affascinato, tanto che adesso ne riassumerò qui uno dei punti salienti, cioè la negazione del principio di causa-effetto.
Se “posizioniamo” un sasso in aria ci aspettiamo che questo cada. Ma esiste davvero qualche indizio che giustifichi la nostra aspettativa? Il solo fatto che in passato all'azione di lasciare il sasso sia sempre succeduta la sua caduta non prova l’esistenza di un legame tra i due eventi, e il sasso in questione questa volta potrebbe rimanere sospeso in aria, o incominciare a parlare.
L’esperienza ci dice soltanto che A segue B, non che A debba seguire B.
Non si tratta di una semplice e inutile elucubrazione, ma del frutto di un ragionamento logico; è invece irrazionale pensare di poter fare previsioni sulla base delle osservazioni fatte in passato.
Il filosofo Bertrand Russel a proposito di questo propone un grottesca metafora, “L’esempio del tacchino induttivista”:
Un tacchino un giorno decise di formarsi una visione del mondo scientificamente fondata: «Fin dal primo giorno questo tacchino osservò che, nell'allevamento dove era stato portato, gli veniva dato il cibo alle 9 del mattino. E da buon induttivista non fu precipitoso nel trarre conclusioni dalle sue osservazioni e ne eseguì altre in una vasta gamma di circostanze: di mercoledì e di giovedì, nei giorni caldi e nei giorni freddi, sia che piovesse sia che splendesse il sole. Così arricchiva ogni giorno il suo elenco di una proposizione osservativa nelle condizioni più disparate. Finché la sua coscienza induttivista non fu soddisfatta ed elaborò un'inferenza induttiva come questa: "Mi danno il cibo alle 9 del mattino". Purtroppo, però, questa concezione si rivelò incontestabilmente falsa alla vigilia di Natale, quando, invece di venir nutrito, fu sgozzato.»
Se ancora non siete convinti, se pensate che domani il Sole sorgerà sicuramente, che le leggi della fisica sono infallibili ed eterne, che non verrete sgozzati per cena, leggete la prossima veritiera vignetta.

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Se “posizioniamo” un sasso in aria ci aspettiamo che questo cada. Ma esiste davvero qualche indizio che giustifichi la nostra aspettativa? Il solo fatto che in passato all'azione di lasciare il sasso sia sempre succeduta la sua caduta non prova l’esistenza di un legame tra i due eventi, e il sasso in questione questa volta potrebbe rimanere sospeso in aria, o incominciare a parlare.
L’esperienza ci dice soltanto che A segue B, non che A debba seguire B.
Non si tratta di una semplice e inutile elucubrazione, ma del frutto di un ragionamento logico; è invece irrazionale pensare di poter fare previsioni sulla base delle osservazioni fatte in passato.
Il filosofo Bertrand Russel a proposito di questo propone un grottesca metafora, “L’esempio del tacchino induttivista”:
Un tacchino un giorno decise di formarsi una visione del mondo scientificamente fondata: «Fin dal primo giorno questo tacchino osservò che, nell'allevamento dove era stato portato, gli veniva dato il cibo alle 9 del mattino. E da buon induttivista non fu precipitoso nel trarre conclusioni dalle sue osservazioni e ne eseguì altre in una vasta gamma di circostanze: di mercoledì e di giovedì, nei giorni caldi e nei giorni freddi, sia che piovesse sia che splendesse il sole. Così arricchiva ogni giorno il suo elenco di una proposizione osservativa nelle condizioni più disparate. Finché la sua coscienza induttivista non fu soddisfatta ed elaborò un'inferenza induttiva come questa: "Mi danno il cibo alle 9 del mattino". Purtroppo, però, questa concezione si rivelò incontestabilmente falsa alla vigilia di Natale, quando, invece di venir nutrito, fu sgozzato.»
Se ancora non siete convinti, se pensate che domani il Sole sorgerà sicuramente, che le leggi della fisica sono infallibili ed eterne, che non verrete sgozzati per cena, leggete la prossima veritiera vignetta.

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12 maggio 2010
Continuo con la musica.
Ho ricevuto i complimenti dal mio collega per l'ultimo video linkato nel mio articolo, quindi, vista l'inquietudine della serata, vi mostro ora il video di una canzone che mi sta divertendo negli ultimi tempi...
8 maggio 2010
At the Indi Disco, yeah.
Siamo tutti inequivocabilmente molto vecchi in questa sperduta penisola! ;)
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