4 luglio 2010

4th July


4 Luglio. Da 36 minuti per essere precisi.
1776 per fare un ripasso di storia.
Le tredici righe bianche e rosse si separarono dalla vecchia Europa. La Gran Bretagna non aveva più potere in casa loro.
Poi arrivarono le stelle. Oggi dalle stelle stiamo scendendo in basso, senza passare nemmeno dalle stalle.
Cosa sono gli USA oggi?
Domanda difficile, me la faccio spesso, ma le risposte sono ogni volta diverse, o sempre le stesse.
Per me sono l'emblema della contraddizione. E' il luogo dei sogni, la patria delle libertà, perché è così che Hollywood ci insegna.
E' il luogo degli incubi, perché se una cosa fa schifo, di solito gli States ci hanno messo lo zampino.
Tuttavia è un paese che mi affascina.
Le immense distese di paesaggi desertici, il caldo e umido sud, o le enormi città ricoperte di rifiuti e inquinamento.
E' il luogo dove la decadenza diventa arte, sotto un certo punto di vista.
In fondo è un peccato che abbiano ancora tutti quei soldi.


Adesso però la smetto di vaneggiare, e scrivo qualcosa di utile.
Come avrete notato mi sto specializzando in post musicali, quindi tanto vale continuare sullo stile.

E continuiamo pure con un gruppo americano.

Vi segnalo l'ennesimo prodotto di Jack White. Il tizio dei White Stripes.
Non contento di questi ultimi e dei Raconteurs (questa sì, band veramente geniale), un annetto fa ha riunito qualche amico (The Kills, Queens of the Stone Age) e ha messo su i Dead Weather.
Sono usciti un mesetto fa con il loro secondo album: Sea of Cowards.
Molto più elettronico del primo, ma decisamente ben fatto.
Certo, la fattura è sempre quella, lo stampo 'Jack White' si sente forte e chiaro, ma le sfumature non sono mai monotone.
A questo punto mi chiedo se questo ragazzotto riuscirà mai a stufarmi...

2 luglio 2010

We Have Band

Torno a parlare di questo gruppetto inglese.
Lo avevo nominato un paio di post fa, mentre stavo ascoltando il loro album. Non sapevo ancora cosa pensare, ma nel frattempo mi sono schiarito le idee.
Meritano di essere ascoltati più di una volta. Certo, non dicono nulla di nuovo, ma lo fanno molto bene.
Canzoni tranquille si alternano a singoli più tosti, tirando fuori un album niente male.

Sono tornato a nominarli perché ho scoperto che il loro tour offre una data interessante:
14 luglio, Piazzale Europa (università), Trieste.
Si esibiranno all'interno di un concorso per band emergenti, ovviamente come ospiti famosi.
Se sarete nei paraggi potrebbe meritare una visita. 
Se avrò altre informazioni provvederò ad aggiornarvi, intanto questo è il video.



30 giugno 2010

26 giugno 2010

S-hammer-time.

Sarà che è iniziata l'estate, o che ho il cervello in pausa fino a domani mattina.
Sarà che ho finito la prima serie di Sons of Anarchy, e sono indeciso tra iniziare la seconda, guardarmi l'ultima puntata di True Blood oppure una puntatina a caso di Happy Town.
Fatto sta che sto postando per l'ennesima volta sul blog nel giro di pochi giorni.
Non mi va di svalutare la qualità già scadente dei post con discorsi inutili tipo quest'introduzione decisamente evitabile, ma sembrerebbe che il 2010 abbia portato alla mia conoscenza un altro gruppo gioioso. Non saranno i Vampire Weekend, che in quanto a gioiosità sono imbattibili, ma anche i The Drums con il loro album omonimo ti invitano ad affrontare l'estate con il sorriso.
E quindi, andiamo a fare un po' di surf.


25 giugno 2010

Ahia.

Sottotitolo:
Perché mi avevano avvisato che sarebbero stati cazzi miei, divertenti cazzi miei! ;)

Periodo di ben poco respiro, se riesco a mettere in fila due parole è già un gran bel risultato.
Oggi però pausa dallo studio per un'oretta e mezza, a metà pomeriggio. 
Scommetto che anche voi avevate qualcosa da cui mettervi in pausa per incollarvi al televisore.
Io non ho guardato la partita in tv: l'abbiamo proiettata dal sito della rai, in streaming, col videoproiettore dell'aula magna del dipartimento. 
Gente che beveva, grida, esultanze, bestemmie e insulti;
 e prof divertiti.
Perché fanculo, vedere gli omini azzurri umiliati dagli slovacchi è una sensazione piacevole.
Dannatamente piacevole.

Poi vabbè, la vita riprende e torni a studiare.
E fanculo, domani tocca alzarsi presto.



18 giugno 2010

Music Corner

Benone, era da un po' che non parlavo di quello che sto ascoltando!
Però inizio col parlare di qualcosa che ho ascoltato qualche decina di minuti fa: mi riferisco ad Avi Buffalo, l'album del gruppo omonimo. 
Si trova ben poco in giro sulla band che ruota principalmente attorno ad Aaron Embry, e se sapete qualcosa in più potete benissimo tenervela per voi.
E' un disco tranquillo e rilassante. Suonato molto bene.
Forse il meglio che ho ascoltato nel 2010 (per ora).

Adesso invece sto ascoltando WHB dei We Have Band. 
Un'altra nuova uscita, molto più pop-tronica dei precedenti, molto più commerciale, diciamo. 
Questi tre ragazzotti sono stati licenziati dalla EMI, e hanno pensato bene di metter su una band. 
Hanno una band insomma. 
Non ho ancora capito se mi piacciono o no, ma al secondo-terzo ascolto ve lo saprò dire. Ascoltarveli comunque non vi farà male, soprattutto visto che dev'essere appena uscito il primo singolo: 'Oh!'.

15 giugno 2010

Cincillà!

Questa mattina stavo tornando a casa col treno e non avendo nulla da fare mi sono messo a pensare a una delle tante inutili problematiche che riguardano l’etica. Mi sono chiesto se sia “male” uccidere gli insetti e, più in generale, gli esseri viventi che sembrerebbero non provare sentimenti. Solitamente evito di ucciderli senza motivo perché altrimenti l’imperativo morale “uccidere è sbagliato!” mi creerebbe un leggero senso di colpa. Già il fatto però che l’insetto in questione sia una zanzara e mi stia pungendo mi permette di mettere da parte la morale, e questo dimostra quanto in realtà ritengo poco importante la sua vita. Sicuramente la vita di un cane, o di qualsiasi altro animale “superiore”, mi appare molto più importante, praticamente al pari di quella umana. Ma la vita di un uomo è davvero più importante di quella di una zanzara? La vita in quanto tale non si porta dentro nessun valore, il quale è soltanto soggettivo. Il criterio che mi viene spontaneo utilizzare per stabilire l’”importanza” della vita di un animale è la sua capacità di provare emozioni, ma non poggia su alcun ragionamento logico, quanto piuttosto sul fatto che più qualcosa mi somiglia più la sua sofferenza e la sua morte mi coinvolgono. Così un mammifero mi sembra molto più importante di un insetto.

Il corso dei miei pensieri stava come al solito prendendo la via del “la vita è senza senso, tutto è senza senso” e da ciò mi è venuto in mente Schopenhauer. Egli sosteneva tra le tante cose che l’uomo soffre più di tutti gli altri animali perché è l’unico ad essere consapevole dell’insensatezza della vita e per quanto possa soddisfare i suoi desideri ne avrà sempre di nuovi, senza mai essere pago. E se invece esistessero degli animali che soffrono per il solo fatto di esistere? Dopotutto la selezione naturale porta avanti le specie che si adattano meglio, non le più felici. Chissà se ce né qualcuna i cui individui stanno male, e questa sofferenza non influenza o addirittura favorisce il successo della specie! Ne so ben poco sulla teoria dell’evoluzione e nulla di anatomia, quindi può darsi che non si possa verificare un caso simile. Ma, in fondo, per il nostro simpatico filosofo la specie umana ha proprio queste caratteristiche (la capacità di desiderare ha favorito la nostra specie sulle altre) e in effetti quello che per noi è il nostro stato normale potrebbe essere considerato sofferenza rispetto a uno stato di felicità maggiore, magari possibile in linea teorica per un essere vivente. I cincillà potrebbero essere molto più felici di noi.